mercoledì 13 febbraio 2008

UN SALTO NEL PASSATO... INIZIAMO DA BARILLA

Se è vero che la pubblicità è qualcosa di contingente, deve essere sempre nuova, superarsi continuamente e, a volte, precorrere perfino i tempi, è anche vero che le esperienze del passato sono sempre cose a cui possiamo guardare e da cui possiamo imparare.

Il passato è la base che conforta e incoraggia a svolgere meglio attività che sempre più domandano un notevole apporto di invenzione e innovazione.

Ecco perchè ho deciso di dedicare un post ogni settimana a una pubblicità del passato. Spot che hanno accompagnato la nostra adolescenza e che magari qualcuno ancora ricorda. Uno sguardo al passato con un occhio critico rivolto al presente. Cosa eravamo? Dove siamo arrivati?



Voglio iniziare questo viaggio con Barilla. Era il 1987 ( e sì, come eravamo giovani). Vi ricordate la bambina dall'impermeabile giallo che tornando da scuola, sotto una pioggia battente, incontra un gattino abbandonato che decide di portare a casa con se? Dai forza che non l'avete dimenticato!

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Il target di riferimento è la famiglia. La pasta diventa la protagonista indiscussa che ben si inserisce all'interno di un contesto famigliare caldo e accogliente in cui anche il piccolo gattino trova subito un posto dove vivere. Non ci sono dialoghi, ma solo una voce fuoricampo che legge il pay off finale: dove c'e Barilla c'è casa.

E oggi? Come si propone Barilla al consumatore?

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Qui la storia è quella di un personaggio che si occupa della coltivazione del mais con cui viene prodottola pasta Barilla. Un grano unico e naturale. Dalla materia l'attenzione si sposta al prodotto: è la pasta che accompagna la vita di tutti i giorni del soggetto e della sua famiglia. Pay off non cambia: dove c'è Barilla c'è casa.

Curiosità:

Lo sapevate che nel 1985 fu proprio Federico Fellini a firmare uno spot per Barilla?

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