lunedì 17 novembre 2008

IN CROCE CONTRO LA VIOLENZA


Non è ancora uscito e forse non uscirà mai, eppure se ne parla da diversi giorni. Mi riferisco al manifesto scelto da Telefono Donna per la giornata mondiale contro la violenza sulle donne in programma il 25 novembre, che ha acceso gli animi di numerosi opinion leaders. La campagna ritrae una donna distesa seminuda su un letto, due cuscini dietro le braccia aperte, le gambe sovrapposte ed una scritta che non lascia scampo: "Chi pagherà per i peccati dell'uomo?". Chi ha subito pensato all'ennesima campagna shock firmata Toscani rimarrà deluso. La campagna è stata realizzata dall'agenzia Arnold WorldWide, una delle poche agenzie in Italia che esce dal gruppo e che si presta a creare campagne stampa gratuite per il no profit. Chiara è l'allusione del manifesto alla crocefissione di Cristo. Ed è proprio qui che scatta l'alibi preferito dalla politica italiana, lo spettro da usare sempre, dovunque e comunque: il tanto amato concetto di decoro pubblico. "Il manifesto urta il decoro, il buon senso e la morale pubblica" urlano dalle fila di An. Ma che cos'è decoroso e cosa invece è indecoroso? E' forse decoroso permettere che in Italia ogni giorno venga uccisa una donna su tre e che solo il 4% delle donne denuncino il proprio carnefice? E come la mettiamo poi con la libertà di comunicazione? Quello che si vede in tv tutti i guorni non supera largamente qualsiasi immagine che viene considerata offensiva?

2 commenti:

vitzbank ha detto...

hey, inizia a piacermi sul serio il tuo blog!
ma soprattutto inizi a farmi invida...occhio eh! ;-)

Comunque, il perbenismo-finto-moralismo di matrice cristiana della classe politica italiana (tanto sono loro a decidere e, che siano di dx o di sx poco cambia) non mi stupisce più da tempo.
Altrimenti come si spiega che in tv passano spot noiosi, i cartelloni in giro non attirano nemmeno i piccioni per fare quel che sappiamo, mentre su altri media e canali digitali vedi spot, campagne, billboard interattivi e quant'altro all'insegna dell'umorismo, della satira...E infatti sono in altri paesi.
Non qua!
Qui, non si può andare contro o oltre ciò che la Chiesa decide che è moralmente accettabile o meno.

Scusa se mi sono sfogato sul tuo blog, ma è stato un rigurgito improvviso.

Ciao

cilieginasplit ha detto...

Wow,che sfogo!Già.Noi non possiamo intrometterci negli affari della Chiesa mentre la Chiesa lo può fare quando e come vuole nei nostri...Quanta creatività sacrificata!